“Perché Ark
?”.... tanti mi chiedono.... ed io in breve do loro una spiegazione
affrettata e poco eloquente, non per essere sbrigativo ma per
il motivo che trovo complicato dare una risposta soddisfacente
in poco tempo, ed ora su questa pagina vorrei esprimermi in
tutta calma. E' un nome legato al mio percorso spirituale iniziato
quasi 20 anni fa grazie alla lettura di un libro, il Faust
di Goethe, che mi ha illuminato una strada che ancora oggi
percorro con tutte le insidie e le gioie.

Ark
nacque durante un incontro, senza riuscire a sapere quale fosse
il suo significato. Lo associavo ad un' arca, pensando ad un
grande contenitore dove vi erano tutte le mie esperienze, collaborazioni
con musicisti più svariati, incontri, ricordi.... e tutto ciò non
mi dispiaceva. Ma nulla è lasciato al caso, e nei miei
studi di etnomusicologia trovai un bellissimo testo: “Il significato
della musica” Di Marius Schneider, uno dei più grandi etnomusicologi
dello scorso secolo, e più tardi la Brihadaranyaka Upanisad,
antico testo sacro della tradizione Vedanta.
Tratto
dal libro di M.S. egli dice: “Un passo della Brihadaranyaka Upanisad
dice:
‘Al
principio c’era il nulla, poiché il mondo era ravvolto nella
morte, nella fame, essendo la morte fame. Desiderando un corpo
(la morte) creò il mana (volontà, intelligenza). Camminò lodando: ‘Poiché cantai
le lodi (ark), mi compenetrò la letizia (ka)’; e nacquero le
acque. Raccolse la crema dell’acqua e si costituì la terra. Così (la
morte) si accalorò e dal suo sudore nacque il fuoco; dividendosi
in tre parti (fuoco, vento, sole), il suo soffio vitale si estese
in modo triplice. Allora desiderò un secondo corpo. Come mana
si unì al linguaggio (alla sillaba sonora?). Il suo seme era
l’anno, il tempo. Lo tenne in grembo per un anno, trascorso il
quale lo diede alla luce e spalancò la sua gran bocca contro
il neonato, il quale si mise a gridare ‘Bhan’ (linguaggio). Da
questa voce nacque il linguaggio.”
Ed ancora
Schneider aggiunge: “Nel vocabolario vedico il canto di lode
a polmoni gonfi (Ark) è sinonimo di gonfiare e crescere e perciò la
nota primordiale risuonando crea il mondo intero, materializzandosi
a poco poco.”
“Gli
déi crescono grazie al canto degli uomini. Ark in sanscrito significa
raggiungere, fare qualcosa col canto e cantare le lodi.”
“Nella
tradizione vedica la parola Ark (cantare) è sinonimo di ‘spirare,
sacrificare, dispiegarsi, svolgersi’. Cantare significa ‘dare’,
e udire ‘ricevere’ ”.
“Il Rigveda dice: ‘gli
déi crearono per primo il canto, poi l’agni, quindi il sacrificatore’.
Nello Shatapaha Brahmana si legge: ‘tutto ciò che gli déi fanno,
lo fanno mediante il canto. Il canto è il sacrificio’. Mediante
questo inno le cose sono chiamate e incoraggiate a venire gioiosamente
all’esistenza. Nella terminologia vedica Ark, parola sanscrita
equivale a inno, significa “raggiungere, far inturgidire o crescere
qualcosa”.
OM